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Il PO, per l'uomo che ci ha abitato vicino e' sempre stato fin dalla antichita' un amico e nello stesso tempo anche un reale temibilissimo despota. L'uomo ne ha beneficiato per le culture, per il bestiame e per se', ma si e' anche dovuto difendere e come ha potuto, spesso utilizzando una saggia postura, quella di dare quasi per scontato il suo arrivo, sulle terre, tra le case, sui coltivati; di fatto, anche se la popolazione di tutto il Po e' stanziale, si e' sempre adattata a questo doversi ritirare periodicamente nell'entroterra, che in certi casi assumeva toni anche drammatici, basti pensare solo ai servizi metereologici che certo non esistevano a dare l'allarme, alla meccanizzazione nello spostarsi inesistente ed alle situazioni anche di vera poverta' generale, dovuta da parecchi fattori, non solo fisico-ambientali. I contrafforti, cioe' gli argini, erano diversi dall'odierno ed erano piu' impostati a lenire le ondate del fiume in piena che a contenerle nel suo alveo. Esistevano parecchi ordini di argine, in ordine crescente, verso l'entroterra, abbastanza distanziati tra loro e l'avere il Po che lentamente invadeva piu' o meno stagionalmente, era quasi una normalita', cosa in certa misura anche benvenuta, se non esagerata. Ai piedi degli argini, verso i fiume si piantavano marzette di salice, stagionalmente si rinfoltivano sempre con nuove piante, affinche' con le radici collaborassero non al contenimento, ma a frenare la violenza eventuale, dopo le piogge troppo copiose od il disgelo primaverile, a volte troppo veloce. Il Po oggi ha abbandonato una delle sue funzioni che ai tempi era invece molto tenuta in buon conto, cioe' una via naturale ed economica per il trasporto delle persone e delle merci, e' stato anche parecchio maltrattato con il continuo ed indiscriminato riversamento nelle sue acque di materiali anche molto dannosi, ora finalmente l'uomo si e' accorto dell'errore madornale e pur lottando contro interessi senza scrupoli, indirizzati piu' al guadagno personale che al bene comune, sta cercando di rimettere le cose a posto; speriamo un giorno di poterci fare di nuovo il bagno allora, di farci giocare in sicurezza i nostri figli sulle sue rive ... non e' cosa impossibile, ma bisogna cambiare un po tutti mentalita', prima ancora di cambiare i comportamenti, cosa che si sta gia' in parte facendo per fortuna.


San Savino e' il Patrono di Caselle Landi... la Chiesa del paese ha un'affresco nella sua volta, dove il Santo guarda e protegge Caselle e tutto quanto vi e' compreso. Se si osserva l'affresco vi si puo' notare che curiosamente il Po e' raffigurato che passa " a nord della Chiesa, mentre ora il Po passa a sud sempre dell'abitato... il pittore non ha sbagliato nulla, si e' " solo " deviato in un secondo tempo il corso del fiume, per modo di dire naturalmente, una modifica del corso del Po infatti che e' stata operata non dal fiume ma dall'uomo, stanco dei continui allagamenti. Caselle Landi un tempo era detta Caselle Po o Del Po, in quanto era praticamente un porto del Fiume Po ( l'opera enorme per quei tempi poco meccanizzati e' stata attuata verso la fine del 1500 ). Qui sotto San Savino, raffigurato in una statua di espresssione generosa ed in visibile buono stato.

san savino vescovo patrono di Caselle Landi

SAN SAVINO PATRONO DI CASELLE LANDI


Le piene sono ovviamente eventi tristissimi, ma vale la pena di ricordarle; tra le più rovinose inondazioni che colpirono il territorio della Bassa, quelle del 1823, del 1839, del 1840, del 1841, del 1846, del 1857. I danni furono gravissimi, specialmente nel 1839, scomparsa totale di Noceto, tra San Rocco, Mezzana e Caselle Landi. ( fonte : scritti di G. Bonfanti ‘’Carossa e San Rocco al Porto’’ ). Nel link sotto " Il PO-1 " si puo' approfondire.

Il Po e' un dono in prestito che va salvaguardato

Presso l'ansa del Po sita in localia' "morti della Porchera", vicinissimo a Caselle Landi e' stato installato recentemente dalla Regione Lombardia un nuovissimo e moderno pontile di attracco per chi naviga appunto nel fiume. Nel link Il PO-2 qui sotto, si puo' vedere anche un piccolo video dell'inaugurazione del pontile metallico, di nuova concezione, nel 2008. Il luogo era poi un'antico attracco, lo si puo' vedere segnalato nel portolano del Po. E grazie Regione Lombardia, questo e' un'altro piccolo tassello utile che si aggiunge al nuovo modello di attenzione anche per questo territorio.

 

Il PO-1 - -( Noceto 1839 la piena )

-- Il PO-2. --( il nuovo pontile di attracco al Passone Morti della Porchera )-------

--Il PO-3. ---( la piena aprile 2009 )--

-Il PO-4. i lavori di rifacimento del ponte sul Po a Piacenza ( pagina 1 ) ---( il rifacimento del ponte sul Po via Emilia a Piacenza del 2010 )-----

 

 

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