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come
si fa : ...come
si fa : 
Qui
parliamo del forno.
Anche se oggi si va di
fretta forse a tavola sta riapparendo il desiderio od una maggiore
attenzione verso un mangiare piu' curato, piu' attento appunto anche
agli aromi, ai profumi non solo alle calorie eventuali. Parlando
di PANE e di PIZZA e' inevitabile non pensare subito al COME li
si puo' fare al meglio. Chi non puo' avere un forno a legna proprio
puo' cuocer qualsiasi anche con un forno a gas comune o molto meglio
ancora con quello ad infrarossi, che e' il forno piu' igienico in
assoluto, ma che fa sicuramente alzare di parecchio la bolletta
della luce; resta comunque interessante sapere qualcosa sul forno
a legna, chissa'...
Piano piano si riuninarro
in questa pagina tutto quello che puo' essere utile sapere sul forno
e le sue tipologie, per conoscere le differenze, i pregi ed i difetti
eventuali, curiosita', nel caso di quello a legna magari anche per
farsi un'idea su come costruirlo o farselo costruire o indirizzarsi
meglio su quale comprare, nel caso dei prefabbricati. Il forno a
legna si usa sia per il PANE che per la PIZZA, ma ovviamente per
qualsiasi da cuocere, un tempo daltronde esisteva solo quello od
il falo'. I forno non serve solo per cuocere meglio alcune preparazioni
ma anche per renderle piu' appetitose per il profumo che assorbono
durante la loro cottura. E' il caso della pizza, del pane ma anche
di focacce, di farinate, di castagnacci, alcune preparazioni solo
nel forno esplodono i loro veri sapori caratteristici che una volta
gustati poi non si dimenticano piu'. Si mangia anche con gli occhi
e col naso non dimentichiamolo mai in cucina.

Mentre il metodo tradizionale
per cuocere il pane e' di farlo dentro un forno di mattoni, gli
stessi usati per costruire le case, per la pizza, per la quale occorrono
temperature di cottura piu' forti, il sistema migliore di cottura
e' quello dentro un forno di mattoni rossi detti " forti ",
molto simili a quelli refrattari per resistenza, alla fine sempre
ed ancora semplici mattoni da costruzione ma solo cotti piu' del
normale. Generalmente ed anticamente si sceglievano fra quelli in
fondo alla pira di cottura dei laterizi, oggi con la cottura dei
mattoni in forno a tunnel automatici questi non esitono piu', ce
li si deve recuperare usati da qualche vecchio forno in disuso,
oppure riconoscendoli ed isolandoli a colpo d'occhio nelle demolizioni
edili di case antiche. oppure ancora usando mattoni i refrattari
moderni quelli pero' prodotti appositamente per la cottura di alimentari
non quelli da caldaia o forgia, quelli infatti rilasciamo a volte
ossidi anche pericolosi sul cibo. La pizza si usa cuocerla con legna
non troppo grossolana, in modo molto vivace, se non a forte temperatura
ma per veramente poco tempo, in pratica occorrono pochi minuti di
scottatura alla pasta e basta. Nelle pizzerie generiche spesso oggi
ci servono pizze anche molto buone ma anche molto cotte e quasi
asciutte, la vera pizza napoletana e' sottilissima e nella sua scottatura
brevissima rimane invece semi-umida; sono buone ambedue le cotture
ma e' giusto sapere che quella fatta veramente alla napoletana qui
in settentrione e' difficile trovarla anzi, direi molto improbabile.
Qui apro una breve parentesi,
che puo' tornare utile almeno per conoscerla meglio questa gustosa
pizza. Credo sia inutile cercare di emulare la vera pizza napoletana
in zona diversa dalla Campania, il perche' sta sopratutto in un
ingrediente principale : l'acqua !!! questa affermazione a prima
vista puo' sembrare incredibile ma come si sa la Campania e' tutta
costellata da sforamenti vulcanici, cio' si ritrova anche nell'acqua
che e' sulfurea, cioe' con una percentuale abbastanza cospiqua di
zolfo, piu' o meno anche trasformato dal calore del sottosuolo di
quella regione, situazione unica o quasi nel suo genere. Basta solo
gia' l'acqua diversa, molto diversa da qualsiasi altra a produrre
risultati molto diversi, nella pizza quest'acqua sulfurea concorre
in modo molto determinante nella sua lievitazione e poi anche nella
cottura cambia qualcosa. In sintesi il gusto finale di qualsiasi
cibo cotto con o dentro quel tipo di acqua e' molto particolare.
( e pure con gli spaghetti, roba da non credere ! ) Accontentiamoci
allora della pizza che cercheremo di fare altrattanto bene noi e
qui, sara' lo stesso buonissima, ma comunque mai uguale a quella
fatta da qualsiasi a Napoli, non illudersi mai di imitarla al 100%
facendola in regioni diverse.
Nel forno usare legna
molto secca, ramaglie medie di legno di frutta sarebbe il massimo,
ma va bene anche il faggio, sempre a ramaglia od a liste, per esempio
pezzi da 1/3 di spessore della misura da stufa economica e lunghi
uguale. Importante e' il lievito, evitare quelli secchi ed i chimici;
altrettanto importante e' la farina, quella odierna distribuita
un po ovunque e' poco " forte ", se possibile usare la
Manitoba " 0 ", in ogni caso con indice " W "
almeno 40. Oggi qualche super ci viene incontro, si ricomincia a
ritrovarla, generalmente in sacchetti da 3-5 kili ( ne ho comprata
un sacchetto da 3 kg presso l'Auchan di S.Rocco, non e' ancora la
epica Fiocchi ovviamente, ma a me pare buona ). La farina bianca
normale " 0 " uno-zero puo' funzionare, ma oltre ad un
gusto sicuramente diverso per quanto si impasti anche con forza
non avra' mai molta fibra, ma non solo quella...
quindi cercare, cercare,
cercarla ! provandola sentiremo la grande differenza.
Se non si ha la fortuna
di possedere un forno a legna ci si puo' adattare anche al forno
a gas, ma infornare che sia quasi incandescente, pochi minuti, 2-3
al massimo, secondo il forno; la pizza non si cuoce, ricordarsi
che la si scotta e basta. Perche' si cuocia in questi tempi occorre
che la spianata di pasta pizza sia molto sottile; rammentare che
la pasta poco cotta non fa assolutamente bene all'intestino oltre
che ad essere indigesta.
Presto
qui,
>
illustrato e spiegato come si costruisce un forno a legna per il
pane e la pizza <





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